Tirati in là, m’arruffi
(popolare toscano, adozione senese)

«Tirati ‘n là m’arruffi, vedi son pettinata…»
La serva s’è avvezzata a’ boccon bòni
e tra polli e piccioni, e patatine arrosto
la serva col prevosto ci sta bene…
fanno di bòne cene, migliori desinari
finché ci stanno i soldi nel borsello
bevono l’acquarello e poi del meglio vino,
il curato di San Martino glielo conserva.

Disse il prete alla serva: «Non lo sposare Bista…
Farai una vita trista e sconsolata:
polenta e farinata, la sera e la mattina
pensaci poverina a quel che fai…

Le passerai le pene, ne passerai di guai
pensaci di star bene in tua vecchiaia…
Sentilo il can che abbaia, dice le sue parole
dice che moglie vuole ma ‘un la piglia.
Mettiti la mantiglia il manicotto e i guanti
siamo arrivati a’ Santi e il freddo viene!»
«E a me non mi conviene d’andare a letto sola
Che sotto le lenzòla c’ho paura
E tirati ‘n là m’arruffi, E tirati ‘n là m’arruffi…»

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