Il pane e la sassata
(L’amore… è come l’ellera?)
Siberia Records, 2021
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Le canzoni :

  1. Son partito da Arcidosso (Vogliamo le bambole)/Giga di Arcidosso
  2. Va’ su quel poggio e piega quella rama
  3. All’amore ci ho fatto e ci fo
  4. Sotto il ponte della Sieve – stasimo primo
  5. Amor, la vaga luce
  6. I’ grillo
  7. La rocca/Cade l’uliva
  8. Sotto il ponte della Sieve – stasimo secondo
  9. Pan pentito
  10. Stornelli mugellani (L’amore è come l’ellera)
  11. Sotto il ponte della Sieve – stasimo terzo
  12. Marassi Blues
  13. Avevo un cavallino brizzolato
  14. Maria la stava in casa (La Passione)/Taranteretike
  15. Sotto il ponte della Sieve – stasimo quarto
  16. Tramonta o sole
  17. Sfiorisci bel fiore
  18. Sotto il ponte della Sieve – epilogo

La Serpe d’Oro 
Fabio Bartolomei ………………………….. fisarmonica, percussioni, cori

Jacopo Crezzini …………………………….. contrabbasso, cori
Andrea Del Testa …………………………… mandolino, prispolo, cori
Flavio Iacopi …………………………………. violino
Igor Vazzaz …………………………………… voce, chitarre, ghironda 

con
Claudio Riggio, Stefano Giannotti
Pamela Larese, Luca Giovacchini, Daniele Ghilardi
Riccardo Innocenti, Serena Davini

Registrazione, editing
Riccardo Innocenti, presso il Ghire’s Garage (Galliano nel Mugello, Firenze)
Assistente di studio Daniele Ghilardi 

Consulenza e riascolto
Luca Mercurio, Mariangela Milone

Mixaggio e mastering
Alessio Lombardi, presso CapricorOne Studio (Bientina, Pisa)

Arrangiamenti
Igor Vazzaz e La Serpe d’Oro 

La canzone Sotto il ponte della Sieve in forma di suite è stata realizzata sotto la direzione di Claudio Riggio, che ha suonato la chitarra elettrica e curato la composizione estemporanea per ensemble; la registrazione è avvenuta presso il Soundset Studio (La Cappella, Lucca) con Piero Perelli in qualità di tecnico; rielaborazione compositiva, suoni e mixaggio finale sono poi stati curati da Stefano Giannotti.
Le introduzioni di Son partito da Arcidosso (Vogliamo le bambole)/Giga di Arcidosso, I’ grillo, La rocca/Cade l’uliva, Stornelli mugellani (L’amore è come l’ellera) e Sfiorisci bel fiore sono tratte dalla sopracitata sessione diretta da Claudio Riggio, con l’elaborazione sonora e il montaggio a cura di Igor Vazzaz.

Tutte le canzoni sono attinte dal repertorio popolare toscano, con l’eccezione di:

  • Amor, la vaga luce, testo di Giovanni Boccaccio, musica di Igor Vazzaz
  • Marassi Blues, riscrittura di Folsom Prison Blues, parole e musica originali di Johnny Cash, testo tradotto e adattato da Igor Vazzaz 
  • Sfiorisci bel fiore, testo e musica di Enzo Jannacci
  • Giga di Arcidosso e Taranteretike, brani strumentali composti da Igor Vazzaz

Fotografie in studio
Mara Giammattei 

Artwork e immagini
Marco Magurno 

Traduzioni in inglese
Adam Grapes, Alessia Fabbri 

Comunicazione
Synpress 44 Ufficio stampa 

Produzione
Igor Vazzaz e La Serpe d’Oro

 

In viaggio.
Smarrito, in apparenza.
Giungendo in un altrove mai immaginato, neppure per ipotesi.

E una lavandaia, che c’era e adesso non più, come l’amore, quell’amore semplice, semplicistico da far invidia, al quale basta uno slittar d’avverbio per rovesciarsi in assenza.
E dubbio.

Tutto si complica, nella semplicità.
Ché niente è più sfuggente di quanto s’offre allo sguardo.

E se non si può cantar come contadini, allora non è possibile né consigliato figurarsi lavanderine dove non più non ve ne sono, ché suonare significa presenziare nei tempi dell’esecuzione, compresi i suoni, gli accidenti, le minuzie e gli imprevisti.

Non si può (e non vogliamo) cantar come contadini né pensare che l’amore sia cosa semplice né che suonare musica popolare sia cimento da affrontarsi a cuor leggero. Né, infine, che maschile e femminile corrispondano a concrezioni definite.
In musica, come nella vita.

E, quindi, ci sta il pane e la sassata.

Di certo, in un viaggio smarrito, giunti siamo, grazie ai compagni incontrati, in un altrove prima ignoto, pure per ipotesi, dove vorremmo accogliere chi vorrà raggiungerci.
Non tutto è a posto, non tutto è sicuro, anzi, niente lo è; ma ci si può star bene.
Per adesso.

Travelling.
Seemingly lost.
Ending up in an unimaginable place, one that you had never even thought about going to.

A washerwoman, who once was there but isn’t anymore, is like love, that simple love, simplistic enough to make you feel jealous, but one which could vanish – and be doubted – simply by changing the context of a word.

Everything becomes complicated in its simplicity.
As nothing is more elusive than what you see.

And if it isn’t possible to sing as the peasants used to do, then it also isn’t possible nor recommended to imagine washerwomen where they no longer exist; for playing music means being in the moment of the performance, including the sounds, the exclamations, the niceties and the unexpected happenings.

It isn’t possible (and we don’t want) to sing as the peasants used to do, nor thinking that love is something easy, nor playing popular music is something to take on light-heartedly. Neither do the male and female forms correspond to concrete definitions.
In music as in life.

And therefore, Il pane e la sassata, Bread and Stone.

Certainly, in a trip where we got lost, we have now arrived, thanks to those who have accompanied us, to a place unknown to us, somewhere we never even thought of going to before, where we would like to welcome those who want to join us. 
Not everything is sorted out, not everything is secure.
In fact, nothing is, but here we can be happy together.
For now.